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Reggello e Vallombrosa

Molti sono gli itinerari che partono direttamente da Reggello e che consentono di ammirare la bellezza dei boschi e i panorami. Alcuni sono fattibili anche in mountain bike altri solo a piedi. Qui di seguito ne descriveremo solo alcuni ma molti altri vi saranno suggeriti dai titolari anche loro esperti camminatori. Molti altri itinerari si possono prendere dalla vicina foresta di Vallombrosa. Prima di partire è consigliabile munirsi di una carta dei sentieri.

La foresta di Vallombrosa

La foresta di Vallombrosa è uno degli ambienti più piacevoli in cui passeggiare, anche nelle giornate più calde dell'estate: l'altitudine e la folta copertura forestale garantiscono sempre condizioni ottimali.
L' autunno e la primavera sono le stagioni ideali per affrontare questi itinerari è sufficiente informarsi sulle condizioni meteo per evitare di incappare un uno dei rari acquazzoni. In inverno basterà coprirsi adeguatamente per scoprire la magia del bosco magari con le ciaspole ai piedi dopo un'abbondante nevicata . Qui di seguito riportiamo alcuni itinerari.

faggeta faggeta in autunno

La diretta al Monte Secchieta

Itinerario ripido, adatto a chi ha un minimo di allenamento alla salita, permette di salire rapidamente i 500 m di dislivello che separano l'Abbazia di Vallombrosa (958 m) dal Monte Secchieta. Si parte direttamente alle spalle dell'Abbazia, seguendo il sentiero CAI 9 che inizialmente utilizza la "Scala Santa", antico l'itinerario di pellegrinaggio che porta all'Eremo del Paradisino toccando la Cappella del Masso di S. Giovanni Gualberto e la Cappella delle Colonne.
Attraversata la strada, nei pressi di una fonte perenne, il sentiero sale sempre più ripido attraverso le abetine e, poi, nella faggeta, fino a sbucare di fronte al Rifugio Giuntini. Per la discesa, se si ha tempo, conviene utilizzare l'itinerario 1, in maniera da completare un bell'anello di visita alla Foresta.
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La strada di Macinaia

Questo facile itinerario, tutto su strada forestale, è segnalato come sentiero CAI 12. Si accede dalla strada che collega Vallombrosa al Saltino, in corrispondenza della Cappella e Fonte di S. Caterina: da qui si dirama una larga strada forestale che seguiremo tenendo rigorosamente la sinistra, salendo all'ombra di alte conifere. A metà del percorso inizia la faggeta ad alto fusto, particolarmente suggestiva dopo una nevicata.
Si passa poi dalla casa di Macinaia (1313 m), dove si dirama la strada forestale che scende nella Foresta di S. Antonio. Il nostro itinerario continua invece a salire fino ad incontrare la strada di crinale, che in breve ci porterà al Rifugio Giuntini sul Monte Secchieta (1418 m). La sommità del Monte Secchieta (1452 m) è occupata da impianti militari e quindi non raggiungibile.

La foresta di S. Antonio

La foresta di S. Antonio è un'Area Naturale Protetta della Regione Toscana, gestita dalla Comunità Montana della Montagna Fiorentina.
la Foresta
La foresta si sviluppa in un'area di circa 900 ettari, tra i 600 e 1490 m di altitudine, sui rilievi a monte di Reggello.
Il faggio è la specie più diffusa, seguita dal castagno, il cerro, il carpino. Alcuni rimboschimenti ospitano douglasie, abeti bianchi, abeti rossi e pini neri.
L'Area Naturale Protetta è di grande importanza per la varietà delle specie botaniche che vi vegetano e per la bellezza delle pendici montane che la ospitano. Tra le specie da segnalare: Campanula persicifolia, Dianthus balbisii, il Giglio martagone e alcune orchidee (Orchis maculata, Orchis mascula e Orchis sambucina).
i Sentieri
La foresta è attraversata da 18 km di sentieri segnalati, che si collegano ad itinerari ancor più estesi, sia verso Vallombrosa, che verso la cima del Pratomagno o la valle del Casentino.
La Comunità Montana ha attrezzato numerose aree di sosta e sta recuperando diversi immobili come rifugi. Il complesso più interessante è quello di Case S. Antonio, a quota 930 m.
un Itinerario
Tra i tanti itinerari possibili vi segnaliamo questo tour panoramico: faticoso ma di grande interesse paesaggistico. Va percorso nelle stagioni intermedie, evitando i periodi di gran caldo, ma si può percorrere anche nei periodi secchi dell'inverno.
Prevedere circa 5-7 ore di cammino, dislivello complessivo sui 1000 m.

Si parte da Reggello, nel Centro Storico (395 m), portandoci verso Pontifogno col sentiero CAI 15, che percorre un'antica strada selciata. Si prosegue in piano fino alle case di Lavana, dopo le quali si prende il sentiero CAI 14A che, con una ripida salita, ci porterà da 600 m fino ai 1071 m del Poggio Massa Nera, da cui si gode un notevole panorama.
L'itinerario prosegue ora sul sentiero CAI 14 che segue il crinale, utilizzando in parte strade forestali. In corrispondenza di un tornante (1298 m) si torna su sentiero e, lungo il costone della montagna (detto "il Malpasso"), si arriva alla Capanna delle Guardie (1360 m). Toccato il punto più alto dell'escursione, possiamo scendere rapidamente a Case S. Antonio (937 m) per il sentiero 15.
Si presentano ora due possibilità: la discesa per il sentiero CAI 15, lungo la valle del Borro di Sant'Antonio, oppure una variante (segnalata senza numero) che ci porta per la strada forestale a Massa Falco (panorama), e poi per sentiero alla Fornace di S. Antonio, la Cascata dei Meriggioni, la Carbonaia di Masino e la valle del Borro delle Fornaci. La variante è più lunga ed è sconsigliata in caso di maltempo. Entrambi le scelte ci riporteranno sul sentiero 15 e al punto di partenza.